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IL FATO
Ne ho udito la voce
sopra le montagne,
non era un dio,
ma fragor' di fato.
Quel cane cieco
che morde la fede,
spargendone le foglie
lungo il fiume nero.
E ora che sei qui,
lo vedi il sangue puro
dissolto nelle maree?
Intanto, stride
un carro sulla strada
co' lamento di ruote
che, intanto, vanno.
E girano senza
chiedere permesso:
girano divine le ruote
che andrebbero
via lo stesso.
E ora che sei qui,
la senti la febbre
che danza nei tuoi sogni?
Sul carro della sorte
si giungono le mani,
viaggiando dondolati
dal carro della morte.